Pubblicato in: Alien Dissident, Alieni, Associazione Astronauti Autonomi, Astronauti Autonomi, Austronauti Autonomi, Centri Sociali, Centri Sociali Occupati, Centro Italiano di Studi Ufologici, Centro Ufologico Nazionale, CISU, Collettivo Men in Red, Confederazione Intergalattica, Contattismo, contattismo autonomo, CUN, Dante Minazzoli, Estrema Sinistra, Extraterrestri, Men in Black, Men in Red, MIR, Post-situazionismo, Prima Direttiva, Riccardo Balli, Senza categoria, Sinistra Alternativa, Sinistra Radicale, Situazionismo, Star Treck, Ufologia, Ufologia marxista, Ufologia radicale

IL COLLETTIVO “MEN IN RED” E GLI ASTRONATI AUTONOMI

FONTE:http://www.cesnur.com/i-movimenti-dei-dischi-volanti/dagli-astronauti-autonomi-ai-men-in-red/

Men in Red (MIR) Collettivo di Ufologia Radicale
E-mail: mir@kyuzz.org
URL: www.guerrigliamarketing.it/mir

Il panorama descritto in questo capitolo non sarebbe completo senza un accenno all’Associazione Astronauti Autonomi (oggi non più attiva) e ai Men in Red. Rigorosamente materialisti, entrambi potrebbero risentirsi per essere menzionati in un’enciclopedia dedicata alle esperienze, lato sensu, “religiose”: ma, avendo mostrato di essere anche dotati di un notevole senso dell’umorismo, potrebbero anche prendere la cosa con filosofia e comprendere le ragioni del nostro cenno.

L’Associazione Astronauti Autonomi (AAA) è esistita quale esperimento post-situazionista, tramite una rete di gruppi di intellettuali e artisti legati al mondo del Web e provenienti da varie nazioni, impegnato a studiare lo Spazio in quanto nuova frontiera di suggestioni per la cultura antagonista. Fondata il 23 aprile 1995 in Inghilterra e in seguito articolatasi in quaranta gruppi in diversi Paesi (Austria, Danimarca, Francia, Olanda, Svezia, Nuova Zelanda, Stati Uniti, Italia) non nasce in ambiente ufologico, ma aveva una componente apocalittica, in quanto riteneva che “i giorni che rimangono al mondo come lo conosciamo siano attualmente contati”, e l’unica salvezza consistesse nel costruire astronavi e abbandonare il Pianeta Terra. Questo esito è impedito dal capitalismo internazionale, che controlla e monopolizza l’astronautica; tuttavia, i costi delle tecnologie avanzate tendono a scendere e questo rende concretamente possibile spezzare il monopolio e costruire in proprio astronavi in modo autonomo e autogestito.

Lo spazio è poi presentato – non senza toni volutamente auto-ironici, ma assicurando sempre che l’astronautica autonoma è “una cosa seria e reale” – come un luogo del tutto libero, dove saranno possibili – come assicurava il sito Internet dell’associazione, anch’esso non più attivo – “sesso in gravità zero (molto più piacevole di quello sulla Terra), rave parties nello spazio (dove non arrivano gli sbirri), studi di registrazione in orbita (ottima acustica), video nello spazio (non necessariamente video spaziali!), e partite di calcio a tre porte”, queste ultime per sviluppare “una capacità essenziale all’astronauta spaziale: ovviamente, quella di muoversi in più direzioni contemporaneamente”. In fondo – secondo lo slogandell’associazione – “solo coloro che tentano l’impossibile realizzeranno l’assurdo”, anche se al termine del “piano quinquennale” 1995-2000 che avrebbe dovuto portare al lancio delle prime astronavi autonome, l’AAA ha cessato le proprie attività, che in Italia erano dirette dall’artista Riccardo Balli, nato nel 1972.

L’esperienza del collettivo politico Men in Red (“Uomini in rosso”, contrapposti aimen in black dell’immaginario ufologico, in sigla MIR – che è anche il nome, dalla parola russa per “pace”, della stazione spaziale sovietica lanciata nel 1986, e l’acronimo del Movimiento de Izquierda Revolucionaria cileno), nato a Roma nel 1991 in collegamento con l’ambiente dei Centri Sociali, si situa invece decisamente sul terreno dell’ufologia, ma di una ufologia “radicale” e militante. Il punto di partenza del collettivo è costituito dalle teorie dell’ufologo marxista argentino Dante Minazzoli (a sua volta guerrigliero rivoluzionario, rifugiatosi poi in Francia) sull’esistenza di alieni pacifici (che provengono da una società senza classi spaziale e che rispettano però la “Legge Cosmica” secondo cui civiltà evolute non devono interferire negli affari interni di civiltà inferiori come la nostra) e insieme di altri alieni aggressivi, che pure visitano occasionalmente la Terra. I MIR condividono gran parte dell’analisi di Minazzoli, ma – a differenza dell’ufologo argentino – negano le visite alla Terra di alieni “aggressivi” ritenendo che di una tecnologia veramente avanzata possano disporre solo società pacifiche e senza classi (la tecnologia terrestre attuale è falsamente presentata come avanzata anche attraverso la diffusione su scala planetaria di notizie inventate, come sarebbe stata quella dello sbarco di uomini sulla Luna, in realtà un gigantesco “montaggio” della disinformazione capitalista). I resoconti su alieni “ostili” sono poi sospetti e in gran parte riconducibili al potere dominante.

L’ipotesi alternativa dei MIR è che – accanto all’Alien Nation maggioritaria che rispetta la “Legge Cosmica” di Minazzoli (che i MIR chiamano, con Star Trek, “Prima Direttiva”) – sia presente fra gli extraterrestri anche un movimento Alien Dissident che simpatizza con i terrestri e vuole aiutarli a uscire dal presente stato di barbarie capitalista in modo che possano entrare nella Confederazione Intergalattica. La maggioranza dei contattisti (anche se Adamski è rivalutato) secondo i MIR non è credibile, pure se ha il merito di rompere gli schemi dell’ufologia “ufficiale”, che cerca di monopolizzare il terreno ufologico, rivendicando il diritto a un rapporto “autogestito” con gli alieni. Il “contattismo autonomo” che i MIR propongono ha lo scopo di entrare in relazione con il movimento Alien Dissident, non attendendo tuttavia fatalisticamente la salvezza dai “compagni dello spazio”, ma nel frattempo operando per costruire le condizioni di una manifestazione pubblica degli extraterrestri, legate a una liberazione dalla barbarie del capitalismo. I MIR sono usciti allo scoperto in occasione del VI Simposio mondiale di Ufologia tenuto a San Marino il 4 aprile 1998, “occupando” il palco con uno striscione “UFO al popolo” e inserendosi nella dialettica fra CUN (Centro Ufologico Nazionale) e CISU (Centro Italiano di Studi Ufologici), criticando entrambi.

In seguito a Roma compaiono adesivi con gli slogan “Contro il capitale ufologia radicale” e “Ufologi borghesi avete solo pochi mesi”. Successivamente i MIR sono entrati in polemica anche con l’AAA – che ha risposto per le rime – e i due gruppi si sono accusati a vicenda di “millenarismo” e di fuga dalla realtà terrestre da cambiare in direzione di scenari spaziali più o meno improbabili. Anche questo dibattito, per quanto acceso, contribuisce alla crescita di un movimento che ha una sua consistenza e visibilità nell’ambiente dei Centri Sociali e della sinistra “alternativa” e che mostra come, dopo la caduta del comunismo sovietico, non manchi chi crede che un comunismo vittorioso e duraturo si sia invece affermato, se non sulla Terra, nei lontani domini della Confederazione Intergalattica. I membri del collettivo politico Men in Red, pur mantenendo attiva una casella e-mail, sembrano essere entrati negli ultimi anni in una fase che in altri contesti potrebbe essere definita come una “messa in sonno” dell’organizzazione, che non esclude futuri “risvegli” o nuove iniziative, magari – com’è nello stile del gruppo – “a sorpresa”.

B.: Per l’AAA cfr. Riccardo Balli, Anche tu astronauta: guida all’esplorazione indipendente dello spazio secondo l’Associazione Astronauti Autonomi, Castelvecchi, Roma 1998. Di Dante Minazzoli: Perché gli extraterrestri non prendono contatto pubblicamente, Nuovi Autori, Milano 1989. Dei Men in Red: Ufologia radicale. Manuale di contatto autonomo con extraterrestri, Castelvecchi, Roma 1999; e i due numeri di MIR Men in Red. Rivista di ufologia radicale (aprile 1998 e inverno 1998).

 

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UFOLOGIA RADICALE(LIBRO)

FONTE:http://www.mondadoristore.it/Ufologia-radicale-na/eai978888210153/

L’ufologia è un’attitudine implicitamente rivoluzionaria. Mettendo in discussione un Universo a immagine e somiglianza dei terrestri il ‘discorso sugli UFO’ non può non essere anche un ‘discorso antagonista’. Il periodico ripetersi di avvistamenti e incontri ravvicinati del terzo tipo porta gli ufologi del MIR ad assumere l’UFO quale osservatorio privilegiato e decentrato per riflettere sulle dinamiche di trasformazione del capitalismo. Al grido di “UFO al popolo!” gli ufologi del MIR sfidano le istituzioni dell’ufologia reazionaria e borghese portando il conflitto di classe dove nessun terrestre era mai giunto prima.
La rete antagonista, finalmente affrancata da una dimensione planetaria, ridisegna le linee di un sano internazionalismo unendo le proprie forze a quelle della dissidenza aliena.
L’ufologia radicale non è attendista né avventista, ma ritiene che un corretto rapporto con forme di vita extraterrestre possa avvenire unicamente sotto il segno della lotta al capitale.

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L’UFOLOGO MARXISTA DANTE MINAZZOLI: IL FENOMENO UFO, UN PROBLEMA EMINENTEMENTE POLITICO

Di Dante MinazzoliIL FENOMENO UFO, UN PROBLEMA EMINENTEMENTE POLITICO
Questo intervento continua in un certo modo la relazione fatta da me al congresso del CEPRA dell’anno scorso. In quella occasione ho cercato di riassumere la parte centrale del mio libro, scritto già quasi dieci anni orsono: “Perché gli extraterrestri non prendono contatto pubblicamente?”. In questo libro io cerco di dimostrare, partendo dalle Ipotesi Extraterrestre (IET), che il contatto cosmico – che è in [fase] di preparazione tramite un’Operazione molto particolare con tutta l’umanità portata avanti da civiltà pacifiche dello spazio cosmico – è stato ed è sistematicamente ostacolato dai poteri costituiti sul nostro pianeta, poteri che difendono privilegi di ogni tipo, siano di classe siano di casta.
Da questo punto di vista, la questione Ufo non è una questione scientifica bensì anzitutto un problema eminentemente politico.
È seguendo questa stessa linea di interpretazione che concentrerò la mia relazione di oggi, a mo’ di ipotesi di lavoro.
Quando io parlo di civiltà pacifiche, in nessun istante scarto l’idea dell’esistenza di altre civiltà dello spazio del tipo aggressivo che giungerebbero anche sul nostro pianeta. Ossia civiltà che sarebbero arrivate al dominio del volo cosmico, ma che allo tempo stesso sono rimaste in ritardo da un punto di vista sociale, cioè con rapporti sociali anarchici, barbari. Noi stessi ne siamo un esempio. Abbiamo cominciato la conquista dello spazio esterno e ci prepariamo – sebbene ancora a lunga scadenza – a conquistare lo spazio extrasolare persino con astronavi con equipaggio umano, ma noi siamo ancora dei selvaggi nell’anima. Ossia i “selvaggi coltivati” di cui ho parlato con riferimento ai vertici che dirigono il pianeta.
L’umanità è riuscita a rompere le catene della gravitazione terrestre e ha cominciato ad abbandonare la sua culla planetaria quasi quaranta anni fa, ma al tempo stesso si sono inasprite le contraddizioni sociali, registrandosi nel periodo attuale delle forme di barbarie un po’ dappertutto.
Di conseguenza, bisogna porsi la questione: la stessa strada è stata seguita da altre civiltà nella galassia, la via lattea e nel super-sistema di galassie che ci circondano? Senza dubbio, se partiamo da certi dati esistenti. Noi non siamo gli unici nell’universo. La teoria scientifica, così come una concezione filosofica corretta, sono categoriche al rispetto. Soltanto degli ignoranti, compresi alcuni scienziati saturi fino alle ossa delle malattie dell’antropocentrismo, sono capaci di affermare il contrario.
Ma la cosa interessante per noi ufologi, è riflettere sull’idea che non siamo gli unici arretrati dal punto di vista sociale, spirituale, ma anche che non siamo gli unici “selvaggi coltivati” in questo settore dell’universo nel quale viviamo.
Il fenomeno Ufo, secondo la mia opinione, ci invita a riflettere su una Grande Storia: la storia del super-sistema di galassie o Metagalassia. Una storia che ha tra i 15 e 20 miliardi di anni e forse di più, nel cui quadro si sarebbero sviluppate delle civiltà molto, ma molto anziane. Alcune di esse si sarebbero sviluppate fraternamente, armonizzando scienza e coscienza, mentre altre, all’incontrario, per diversi motivi – simili forse a quelli che noi affrontiamo attualmente – si sono mantenute arretrate socialmente e spiritualmente, perpetrando rapporti sociali barbarici come noi, ma potendo al tempo stesso avanzare nel campo dei viaggi interstellari.
Il primo tipo di civiltà si sarebbe federato e più tardi confederato, elaborando leggi per difendere quello che è passato a chiamarsi “coscienza cosmica”. Queste civiltà di natura pacifica sarebbero le civiltà che vigilerebbero il nostro pianeta, portando avanti allo stesso tempo quello che potremmo chiamare: “contatto cosmico con tutta l’umanità”.
Il secondo tipo di civiltà, che si sarebbero resistite alla Legge Cosmica dei rapporti fraterni e che da tempi remoti combatterebbero contro la Confederazione, si troverebbero ad ogni modo in una situazione di retrocesso. Perché? Perché su scala e scadenze cosmiche, cioè di migliaia e milioni di anni, le civiltà pacifiche dovrebbero predominare. Il progresso, lo spirito di creatività o invenzione esigono un clima di libertà, di fraternità. Da un punto di vista scientifico e filosofico, non posso immaginare, non posso concepire un tipo di essere intelligente, tecnologico e allo stesso tempo imbecille, capace di mantenere una linea costante di progresso. A lunghe, lunghissime scadenze, il processo di retrocesso sarebbe inevitabile.
Perciò le civiltà pacifiche della Confederazione dovrebbero prevalere. Da la più profonda antichità (io parlo naturalmente soltanto della Metagalassia) fino ai giorni nostri, i rapporti di forza tra queste due espressioni di intelligenze cosmiche sarebbero cambiati, evoluti a favore della Confederazione. I “rumori di armi nel cielo…” di cui ci parla Virgilio nella Eneide, già non si ascoltano più oggi, ad ogni modo non provengono da extraterrestri.

Tre tipi di comportamento di diverse civiltà cosmiche

Nel mio libro, a partire dai dati che ho potuto studiare, stabilisco tre tipi di comportamento di civiltà nello spazio:
Primo: i rappresentanti della Confederazione, impegnati nella preparazione del “contatto cosmico”. Ma attenzione, non si tratterebbe di una équipe di evangelisti, bensì piuttosto di una équipe militare, incaricata di mantenere l’armonia in questo settore dell’universo.
L’operazione “contatto cosmico”, cioè, la nostra eventuale incorporazione alla Comunità Intergalattica, non significherà il “giudizio finale”… Non avrà niente a che vedere con quello “visto” (tra virgolette) e previsto da Dante Alghieri: “lasciate ogni speranza voi che entrate…”. No! In questo caso, tutti potranno entrare dalla Grande Porta e allo stesso tempo mantenere la speranza…
Dico ciò in rapporto a certi ufologi o cosiddetti ufologi che danno al fenomeno Ufo un senso mistico, prevedono qualcosa come un’Apocalisse. Il mio pensiero, la mia interpretazione del fenomeno Ufo non ha niente a che vedere con simili sciocchezze.
Secondo: civiltà dello spazio aggressive, che potrebbero trovarsi attualmente al lavoro sulla Terra, con l’obiettivo di perturbare il contatto cosmico.
Terzo: diverse altre civiltà, pacifiche ma non necessariamente membri della Confederazione, in viaggio di studio su questo braccio della galassia nel quale si trova il sistema solare o che soltanto sarebbero di passaggio.

Dietro il sipario si filtra la luce
Tre lezioni che chiariscono le idee

Prima lezione: intervista in un ristorante di Parigi.
Nel suo libro “Ovni la grande manipulazione”, Jacques Vallée racconta di una discussione in un ristorante a Parigi nel 1973, tra un giornalista e un ufficiale di un servizio d’informazioni della forza aerea francese. L’ufficiale aveva promesso al giornalista che gli farebbe avere informazioni “sul vero stato del dossier militare nei confronti degli Ufo”.
– È riuscito ad informarsi sulla questione?, domanda il giornalista. – La mia risposta non gli piacerà molto.
– Perché? Cosa c’è? Il governo ci nasconde segreti terribili?. – Io non ho parlato col nostro governo. Egli non sa nulla. Io mi sono messo in contatto coi miei colleghi americani.
– E può Lei, dirmi cosa gli hanno rivelato?
– La società umana è qualcosa di strano.
– Questo lo so molto bene, disse il giornalista ormai un po’ impaziente. Ma non abbiamo bisogno degli americani per sapere ciò…
– Quello che voglio dire è che esiste un certo equilibrio nella società, equilibrio che non deve essere infranto. Tutto riposa su un miscuglio di fiducia e paura. L’esercito, il governo, tutto funziona perché gli uomini sanno che il loro luogo nel mondo non è minacciato da nessun cambiamento radicale.
– Bene, ma tutto ciò non ha alcun rapporto con gli Ufo.
– Ma si, giustamente c’è un rapporto. Vede, se noi lasciamo credere al pubblico che avvenimenti del genere si registrano nello spazio aereo nazionale e se non abbiamo nessuna spiegazione da dare, tutta la struttura sociale si troverà in pericolo.
– Diciamo allora che i vostri servizi non vogliono correre rischi.
Il militare mostrò un certo imbarazzo.
– Non si tratta di questo. In effetti, non esiste nessun gruppo in particolare incaricato di decidere o simulare. Sembrerebbe che tutti si fossero già messi d’accordo per evitare di prendere di petto il problema. A che pro disordinare tutta la meccanica sociale?.
L’ufficiale, naturalmente, dice quello che gli hanno detto. Non è vero che non ci sia, soprattutto negli Stati Uniti, un gruppo specifico di studio sul fenomeno Ufo. Ma in queste dichiarazioni filtrano particelle di verità.

Seconda lezione: una discussione sorprendente
Ray Stanford, scrittore ed investigatore americano, racconta nel suo libro: “Lo scandalo degli Ufo”, una discussione con un capitano della marina americana, poco dopo che Stanford ebbe l’opportunità di raccogliere piccole schegge di metallo del settore atterraggio dell’ufo il 24-4-64 a Soccoro, New Mexico. Questa parte dell’apparecchio aveva grattato la roccia, lascindo pezzettini di metallo che Stanford inviò perché gli analizzassi ad un suo amico tecnico del laboratorio Goddar, Stati Uniti.
Ma lasciamolo raccontare questa storia:
“Si trovava in città un mio vecchio amico, il capitano della marina militare Michael Sweeney e io volevo parlare con lui su questo problema. Alla riunione partecipò l’ufologo Bob McGarey.
Il capitano: – Bene, Ray, a giudicare dalla tua telefonata, sembri essere nella condizione di dimostrare al mondo che noi riceviamo visite dallo spazio, iniziò.
– Bene, gli risposi, io non ho la minima idea da dove provengono gli Ufo ma sono sicuro che il metallo che ho raccolto è un’aleazione estranea, io mi avvicinerei molto a dimostrare che gli scienziati devono prendere questo problema sul serio.
– Ma cosa ti fa pensare che i tecnici di Goddar ti direbbero delle cose importanti nel caso scoprissero qualcosa?
– Bene, risposi io un po’ vacillante, il dottor Henry Frenkel mi assicurò che mi direbbe la verità.
– Mai arriverà a questo, rispose il capitano in modo categorico. Se quel metallo ha qualcosa di straordinario, egli non ti darà la documentazione in grado di dimostrarlo.
Io rimasi meravigliato e guardando Bob, capii che egli aveva lo stesso sentimento. – Ascolta, gli dissi, vuoi dire che tu sai certe cose che noi ignoriamo?.
– Io te lo dirò in altro modo, rispose. Frankel non può farlo. Lui non può farti avere nessuna documentazione legata a questo problema, anzitutto delle prove materiali. Tutti voi che vi intrufolate in queste questioni ufficiali credete di sapere molto. Molto bene!. Ma avete pensato che il nostro governo può conoscere abbastanza riguardo a questi visitatori e che per il bene di tutti nessuno ha il diritto di intromettersi in questa questione?.
Le parole del capitano mi sembravano troppo affascinanti da interromperlo in difesa del diritto umano all’informazione. Noi ci trovavamo di fronte a un uomo che respira rispetto per l’autorità.
– Quei tecnici di Goddar sono consapevoli, continuò il capitano, che dovranno informare le più alte autorità della NASA nel caso scopriranno qualcosa di molto importante, come un’aleazione strana proveniente da un Ufo.
– Tu vuoi dire che la prova dell’Ufo di Soccoro si è persa in modo definitivo per il mondo?, gli domandai.
– In modo assoluto, egli insisté… Voi non avete il diritto di giocare col fuoco. Cosa volete?. Cosa volete far scoppiare l’economia, tutta la struttura sociale e tutte le altre istituzioni umane che noi dobbiamo conservare?. In opinione dei dirigenti che Voi stessi avete portato al potere, l’opinione pubblica mondiale non è preparata per conoscere la verità su questo problema. – Lo vedo, risposi, non potremo metterci d’accordo su questa questione.
– Voi, finì il capitano, non conoscete abbastanza il mondo per comprendere che anche il fenomeno Ufo può danneggiarlo.
Tutto ciò, commenta Stanford, mi sembra molto poco probabile. La mediocrità e l’arroganza di questo capitano è tipica della mentalità di tutti coloro che integrano le strutture del potere. Loro respirano questa atmosfera e sono saturi del clima che li predomina. Essendo strumenti di detto potere, loro ne trasmettono le idee, le spiegazioni, le mistificazioni che da esso ricevono. Loro sono incapaci di vedere più in là del loro naso. Ed i loro nasi mancano del sottile odorato che permette di orientarsi in modo giusto.
Ray Stanford informa a continuazione che il Dott. Frankel gli comunicò i primi risultati delle analisi. “Essi confermano – gli disse al telefono – che si tratta di una aleazione completamente estranea. Questa scoperta, concluse il tecnico, mostrerebbe senz’alcun dubbio l’origine extraterrestre dell’oggetto trovato a Soccoro”.
Quando giorni dopo, però, Stanford chiamò nuovamente il laboratorio, un altro tecnico rappresentante la NASA aveva sostituito il Dott. Frankel e gli rispose: “tutto ciò che ha detto il Dott. Frankel è stato un errore. Un analisi definitiva ha dimostrato che le schegge di metallo che Voi ci avete portato contengono semplicemente silicio (SiO2), cioè, sabbia”.
“All’inizio del 1967, scrive Stanford, ebbi l’opportunità di discutere l’intera questione con l’astronomo J. Allen Hynek. Dopo un rapporto in dettaglio che gli feci, mi rispose: “È impossibile confondere il silicio con l’aleazione che lei portò loro. Gli hanno mentito”. La conclusione categorica di Hynek, conclude Stanford, “mi portò a essere ogni volta più consapevole dei veri parametri – scientifici e di altro tipo – dell’enigma degli Ufo”.

Terza lezione: mantenere il segreto tutto il tempo che sia possibile.
Adesso è il maggiore Donald Keyhoe, uno dei primi ufologi americani, a raccontarci di un’informazione confidenziale nel suo libro “Gli stranieri dello spazio” (1973), informazione che ricevette da un ufficiale della forza aerea americana con funzioni presso il Pentagono. IL militare che Keyhoe presenta sotto lo pseudonimo di Johnson, gli dice:
– La CIA pensa che mai sarà possibile preparare il pubblico.
Io lo fermai:
– Mai? E perché?… Voglio dire, come lo sa Lei?.
– Un agente della CIA lo ha detto durante una riunione di Stato Maggiore. Ce n’erano tre agenti e questo qua era il capo. Era un momento in cui i giornalisti ci facevano vivere un inferno con le storie sui “fuochi pazzi” (la comparsa di Ufo nel cielo). Un colonnello presente alla riunione disse che sarebbe meglio preparare l’opinione pubblica prima che fosse troppo tardi. Allora l’uomo della CIA intervenne per dire: “noi dobbiamo mantenere il segreto tutto il tempo che sia possibile. È impossibile preparare il pubblico”. L’uomo aveva un atteggiamento come da pazzo, il colonnello si arrabbiò e gli disse: “io ammetto che si tratti di una cattiva sorpresa, ma il popolo americano sa indurirsi quando è necessario. Vediamo, perché non può essere preparato?. Mi dia Lei un motivo serio”. L’uomo della CIA ebbe uno strano sguardo, dopo si calmò e disse: “mi scusi colonnello, credo di non sentirmi bene oggi. Ciò mi succede quando le cose non vanno bene. Si dimentichi di questo… è soltanto un’opinione personale…”.
Johnson scosse la testa e finì: “non credo sia stata soltanto un opinione personale… Penso che egli espresse veramente l’opinione della CIA”.
“Ciò potrebbe spiegare perché si accaniscano nel mantenere il segreto”, scrive Keyhoe. Ma non posso credere che abbiano scoperto qualcosa di tanto terribile che sia impossibile preparare il pubblico”. Keyhoe, preoccupato dall’eventualità della scoperta di una minaccia per l’umanità, “qualcosa di orribile” si dedica a studiare di nuovo il dossier, cercando di trovare dei casi in cui gli Ufo siano stati in apparenza aggressivi. Soltanto però trova dei casi in cui gli Ufo sono stati costretti a difendersi…
Ma Donald Keyhoe non poteva comprendere che in effetti, i poteri costituiti su questo pianeta hanno scoperto qualcosa di veramente orribile : il contatto cosmico significherebbe obbligatoriamente sottomettersi a leggi galattiche di giustizia e convivenza fraterna che porterebbero a X scadenze a eliminare ogni tipo di privilegio, di sfruttamento dell’uomo dall’uomo, finire definitivamente con le guerre, ecc. ecc. Cioè, eliminare “quelle strutture sociali che meritano di essere conservate” secondo l’opinione dell’ufficiale della seconda lezione. E tutto ciò è più che orribile per i padroni della vita su questo pianeta.
Si tratta di una questione di vita o di morte per le classi o caste burocratiche privilegiate. Ecco perché “non si può giocare col fuoco”.

Da queste tre esperienze si filtrano in modo parziale le paure, l’angoscia di tutti i poteri costituiti. Tutto ciò ci avvicina alla comprensione di uno degli aspetti essenziali del problema Ufo, come una questione politica di prim’ordine. A questo riguardo Lord Cleancarty (membro della camera britannica dei Lord), noto in ufologia per il suo nome, Brinsley Le Poer Trench, scriveva ormai nel 1966 nel suo libro “Storia dei dischi volanti”: “sono convinto che le autorità americane e britanniche sono consapevoli della reale esistenza dei dischi volanti. Loro hanno avuto vent’anni a disposizione per sviluppare un programma educativo, per preparare l’opinione pubblica. Invece non hanno fatto niente.
Nel mio libro, finito nel 1984, ho aggiunto: sono passati altri 20 anni ed i poteri non hanno fatto assolutamente niente per preparare l’opinione pubblica mondiale. Noi però costatiamo, dai primi anni 80 un cambiamento: i poteri costituiti si preparerebbero a dire qualcosa. Ed è questo che dobbiamo cercare di capire.
Le Poer Trench fa riferimento anche al cosiddetto “governo invisibile” americano, che “controllerebbe, egli dice il grande segreto degli Ufo”. Ed in un altro passaggio del libro sottolinea: “…i governi sono consapevoli di essere irrimediabilmente caduti in una trappola e cercano due possibili soluzioni: attenuare lo sconvolgimento provocato dal fenomeno Ufo o al contrario esagerarlo molto, per farlo apparire come una cosa ridicola… La questione Ufo, aggiunge Le Poer Trench, si è trasformata in una questione politica internazionale del più elevato livello”.

La legge cosmica

Qualcuno può porsi la seguente questione: ma perché gli extraterrestri non accentuano di più loro intervento, loro interferenza?. Ecco una buona domanda.
Se noi partiamo dei dati esistenti tramite i diversi “contattati”, e anche da investigazioni fatte di alcuni ufologi, nell’universo esisterebbe una Legge Cosmica che impedirebbe di interferire sull’evoluzione di civiltà planetarie che si trovano a un livello di sviluppo inferiore. Ciascuno ha il diritto di seguire la propria strada, la propria esperienza. Ho già discusso questo problema nel mio intervento dell’anno scorso. Sembrerebbe che questa Legge sarebbe il prodotto di una molto lunga esperienza di civilizzatori del cosmo che, nel passato remoto della nostra umanità – ma anche di altre umanità nel vasto cosmo – avrebbero commesso degli errori cercando di civilizzare popoli primitivi. Alcuni “contattati” hanno dichiarato: “Loro mi hanno detto: ’nel passato abbiamo commesso diversi errori’”. I portatori di civiltà furono deificati. I primitivi si sottomisero, perdendo loro propria personalità. Ecco perché la Legge Cosmica: ciascuno deve fare la propria strada, coi propri mezzi. Ogni civiltà deve inventare la propria vita.
A un Jacques Vallée gli è difficile comprendere questa dialettica. Nel suo ultimo libro “Rivelazioni”, Vallée ridicolizza queste idee. Egli scriveva che “il problema è che il fenomeno interferisce!”. Afferma inoltre: “il fenomeno ha sempre interferito, è intervenuto con lo stesso comportamento nei confronti dell’umanità”. Io rispondo: “non è vero!”. In passato certe civiltà dello spazio sono entrate in contatto diretto, massicio, con civiltà primitive. Ma non è questo il caso oggigiorno. Perché? Perché l’umanità terrestre non è più la stessa che nel passato remoto. Dopo l’ultima guerra mondiale il pianeta Terra è entrato in un’era tecnologica che gli permette di iniziare la conquista dello spazio. Ciò significa che noi, terrestri, siamo entrati in una nuova fase storica di un ordine molto particolare, una fase che gli ufologi, tranne certe eccezioni, non capiscono o non si preoccupano di analizzare. Noi umanità terrestre diventiamo ora candidati eventuali a trasformarci in membri della Comunità Intergalattica.
Non è per azzardo che in un messaggio firmato da Carter allora presidente degli Stati Uniti, messaggio che trasporta la sonda Voyager, si dice: “Noi ci prepariamo per trasformarci un giorno in membro della vostra comunità galattica”. Non discuto qui la sincerità né l’onestà del presidente Carter. Costato soltanto il suo messaggio.
Dunque è questa nuova era tecnologica che viviamo, che costringerebbe gli extraterrestri della Confederazione Intergalattica ad applicare la cosiddetta Legge Cosmica nel suo secondo grado. Loro sono costretti ad una certa interferenza perché noi rappresentiamo un pericolo potenziale. Lo comprese l’ufologo americano Stanton Friedman nel 1975, quando nel congresso di ufologia a Los Angeles, polemizzando con l’astronomo J. Allen Hynek diceva: “gli extraterrestri comprendono che noi potremmo trasformarci in un Gengis-Khan cosmico, dopo essere stati dei Gengis-Khan terrestri”. Ciò è stato anche capito dal mio amico l’ufologo spagnolo Antonio Ribera già nel 1970, quando pose lo stesso problema e scrisse a mo’ di conclusione: “Loro (gli extraterrestri) hanno messo il nostro pianeta in quarantena”.
Nel frattempo è necessario sottolineare che il sabotaggio operato da tutti i poteri costituiti, sabotaggio del “contatto cosmico”, costringerebbe gli extraterrestri della Confederazione a regolamentare, aggiustare la tattica. Se loro accentuano troppo la loro presenza e pressione, potrebbero entrare in un ingranaggio pericoloso per loro che li costringerebbe ad imporsi per la forza. La Legge Cosmica impedisce giustamente ciò.
I poteri terrestri sono consapevoli di questa meccanica, quindi manovrano per sfruttare la Legge Cosmica, per guadagnare tempo. “Tutto il tempo possibile…”, diceva l’uomo della Cia. E lo abbiamo visto.
Ma la presenza del fenomeno Ufo – le ondate successive negli anni ’80 ne sono la dimostrazione – aumenta col tempo e anche, possiamo supporre, la pressione diretta sui poteri del pianeta.
Questo sarebbe il motivo – è la mia ipotesi interpretativa dei nuovi dati provenienti dagli Stati Uniti dal 1987 – della Grande Manovra di informazione-disinformazione ormai in pieno sviluppo: far apparire gli extraterrestri sia pacifici sia aggressivi.
Non è neanche per caso che l’ex presidente Reagan già nel 1981 ha insistito: “Noi possiamo venire invasi dallo spazio”.

La teoria dell’invasione

Partendo da questi parametri, già nel mio libro ho cominciato ponendomi la domanda: come reagiranno i poteri del pianeta nei confronti dell’operazione contatto cosmico, in tanto che processo irreversibile?. I poteri cercheranno, scrivevo, di influenzare soprattutto un settore sociale di mentalità capitalista, tramite l’idea che le civiltà dello spazio si orientano a sottometterci, a imporsi con la forza piuttosto che stabilire rapporti di amicizia. La teoria dell’invasione, scrivevo allora, potrebbe essere una tattica terrestre da utilizzare eventualmente.
Orbene, oggi assistiamo allo svolgersi di questa manovra tattica.
In modo ufficiale detta tattica iniziò ormai nel 1981. L’allora presidente Reagan diede il primo passo. Dopo insisté, nel dicembre del 1985, nel suo primo incontro con Gorbaciov. Reagan disse: “la Terra può essere oggetto di un attacco proveniente dallo spazio”. Più avanti, il 21-9-87, parlando a nome degli Stati Uniti, Reagan pose di nuovo la questione. Perfino il 6-5-88, tre mesi prima di lasciare la presidenza, Reagan insisté ancora sul pericolo di una invasione extraterrestre.
In una riunione a Mosca nel 1987, in presenza di scienziati e scrittori, Gorbaciov accennò cosa gli aveva detto Reagan nel 1985, commentando: “non entrerò nel merito di una ipotesi del genere, non ostante ciò penso che sarebbe prematuro preoccuparsi per un intrusione così”.
In aggiunta a queste insistenti dichiarazioni sul pericolo di invasione proveniente dallo spazio cosmico, a partire dal 1987è iniziata negli Stati Uniti la diffusione dei rapporti di John Lear, W. Cooper, Bill English e altri ancora. Tutti coloro sono agenti, sia della Cia sia di altri servizi segreti americani.
L’insieme di questi rapporti rappresenta un miscuglio impressionante di assurdità, ma allo stesso tempo di cose che potrebbero nascondere alcune briciole di verità. Si parla ad esempio, di un preteso “piano diabolico” tra un tipo aggressivo di extraterrestri (i così detti “piccoli grigi”) ed il governo americano; di esperimenti biologici a danno della specie umana; si dice che il controllo della Terra sarebbe già iniziato, ecc. ecc.
Alcuni di questi rapporti parlano anche di extraterrestri pacifici, ma in modo anodino, accettando l’idea che i pacifici sarebbero in fin dei conti indifferenti al destino dell’umanità.
Nei confronti di questi nuovi dati, l’ufologo italiano il Dott. Roberto Pinotti, sul suo ultimo libro, “Visitatori d’altrove” (1990), pagg. 396-397 fa riferimento a “…un azione di intelligence tesa a depistare gli ufologi e a confondere l’opinione pubblica”.
Pinotti si domanda: “…le sensazionali rivelazioni di John Lear sugli EBE” (i “piccoli grigi”), “sono dunque solo un insieme di contro-informazione bella e buona?”. E segnala che “in un suo recente rapporto sulla questione, il Prof. Stanton Friedman lo esclude categoricamente”.
A pag.398, Pinotti aggiunge: “I motivi di questa campagna non sono ben chiari…”. E si domanda se si tratterebbe “di preparare l’opinione pubblica a qualche rivelazione traumatizzante”.
Da parte sua l’ufologo francese Pierre Guérin, su un articolo pubblicato da “Lumiéres dans la Nuit”, si orienta a pensare che tutto ciò rivelerebbe una campagna di intossicazione.
A proposito delle mutilazioni animali, Guérin scrive: “Un ultimo argomento si aggiunge a favore di un’origine non umana delle mutilazioni: il cover up su questi fatti fu organizzato dai servizi di sicurezza americani con una tale rapidità e cinismo (Informe ufficiale di Rommel) come nei confronti degli Ufo. Si ha l’impressione che la gravità dei fatti che si cerca di nascondere è la stessa”.
Per cominciare si può dire: si è vero.
Me c’è una notevole differenza tra un aspetto della “congiura del silenzio” e l’altro. Nel caso della “congiura”, diciamo classica, si è trattato di negare – impiegando tutti i mezzi – la realtà del fenomeno Ufo. La contrario, adesso – con in nuovi dati che arrivano tramite canali più che sospettosi – se ne riconoscerebbe la reale esistenza, ma si cerca di fare apparire il fenomeno Ufo come aggressivo e rappresentante un pericolo per l’umanità. Quindi, tutte le civiltà extraterrestri sarebbero aggressive. Ecco il messaggio che scaturisce dai nuovi dati.
Malgrado ciò, noi possiamo costatare che in sé è un progresso verso la verità, progresso nei rapporti di forza tra i poteri planetari che sistematicamente si sono opposti a dire la verità ai popoli della Terra e il fenomeno Ufo, dietro il quale si nasconde un’intelligenza o più precisamente diversi tipi di intelligenza. I rapporti di forza cambiano a favore di questi ultimi.
Questo dimostrerebbe che i poteri planetari sono costretti a parlare. Ma non per dire la verità, tutt’al contrario, per continuare nelle loro tergiversazioni ma in un altro modo. Loro sono costretti a vomitare le verità ma come tutti i vomiti, prodotto di una cattiva digestione, questa verità ha un pessimo odore…
Possiamo chiederci: ma perché loro (i poteri terrestri) sarebbero costretti a parlare? Perché la presenza e la pressione del fenomeno si accentuano progressivamente. Evidentemente il fenomeno agisce secondo un programma tattico, ma in funzione di un obbiettivo strategico: da una parte, convincere l’insieme dell’umanità della sua reale esistenza e dall’altro lato, far pressione sui poteri terrestri perché dicano la verità ai popoli.
Bisognerebbe aggiungere che possiamo supporre che le civiltà pacifiche che preparano il contatto cosmico con tutta l’umanità, potrebbero forse impiegare altri mezzi più diretti ancora per giungere ai poteri che dominano il pianeta.
Naturalmente si tratta di ipotesi. Ma in un altro modo non si capirebbe il perché si questa campagna di intossicazione che evidentemente cerca di presentare come aggressive tutte le civiltà extraterrestri senza eccezione, dopo averne negato l’eistenza per più di 45 anni.
Un aspetto molto tipico di questa manovra è il “consiglio” di John Lear alla fine del suo rapporto: “La prossima volta che Voi vediate un Ufo… sarà meglio correre, scomparire lo stesso che se vi perseguitasse il diavolo… !” Possiamo pensare che questa campagna avrebbe per obiettivo ultimo provocare degli scenari reali, mutilazioni di animali ed esseri umani, certe abduzioni ecc. – sia a carico di servizi segreti terrestri, sia in alleanza con civiltà dello spazio aggressive – per fare apparire aggressive e in procinto di invadere la Terra, giustamente le civiltà pacifiche che sarebbero sulla strada di preparare il contatto cosmico con tutta l’umanità.
Ho parlato di certe abduzioni perché ho idea che queste esperienze rientrino nel quadro di preparazione del contatto cosmico e hanno il fine di far maturare la comprensione umana. È la stessa interpretazione fatta dallo scrittore Whitley Strieber, egli stesso soggetto a operazioni del genere.
James Harder, professore dell’università californiana di Berkley e noto ufologo, dice che nel 95 per cento dei 200 testimoni che ha studiato psicologicamente, l’esperienza è stata benefica.
In questo quadro, le mutilazioni e tutte le altre mostruosità che vengono presentata tramite fonti più che degne di sospetto, avrebbero il proposito di presentare gli extraterrestri pacifici come possibili aggressori. Tutto ciò a fine di preparare l’opinione pubblica mondiale contro gli extraterrestri pacifici che preparerebbero il contatto cosmico in questo momento. L’aspetto curioso, fantastico e al tempo stesso appassionante, è che i possenti di questo mondo Terra sono consapevoli di essere asserragliati (o come dice Le Poer Trench: “loro sono irrimediabilmente in trappola”) e costretti a parlare, ma per continuare con le menzogne per altri mezzi. La questione interessante però è di cercare di comprendere che porzioni di verità ci sono in tutto ciò. Ossia, se mi si permette fare un po’ di fantascienza, noi non potremmo scartare la possibilità che i “selvaggi terrestri” possano veramente essere arrivati ad un accordo con i “selvaggi cosmici” (i “piccoli grigi” ed il loro “patto diabolico”), per bloccare l’Operazione Contatto Cosmico che la Confederazione Intergalattica porta avanti.

FONTE E ARTICOLO COMPLETO:http://www.guerrigliamarketing.it/mir/minazz.htm

] NOTE DELL’ARTICOLO ORIGINALE:”Marsiglia 15-9-1992,Grazie ad Alfredo Lissoni per gli originali”

Pubblicato in: Juan Romulo Posadas, Marxismo, Senza categoria, Ufologia, Ufologia marxista

JUAN ROMULO POSADAS E L’UFOLOGIA MARXISTA

Di Andrea ‘Perno’ Salutari

Juan Romulo Posadas, all’anagrafe Homero Rómulo Cristalli Frasnelli (Argentina, 1912 – Roma, 14 maggio 1981), è stato un politico argentino di origini italiane. Era un dirigente trotskista della IV internazionale nell’America Latina. E sebbene nel programma del partito apparissero tesi sui dischi volanti, sul processo della materia e dell’energia, sulla scienza, sulla lotta di classe rivoluzionaria e sul futuro socialista dell’umanità, propugnava il marxismo più ortodosso, lottando implacabilmente per attuare la rivoluzione mondiale. La corrente Posadista della Quarta Internazionale ha lavorato all’organizzazione di sindacati che spesso operavano clandestinamente nell’ambito delle dittature. Diversi compagni vi hanno anche perso la vita.

“In linea di principio, possano esistere civiltà più antiche della nostra, le quali, forse si sono evolute e hanno saputo carpire la maggior parte dei segreti della materia e hanno compreso appieno le leggi che la regolano e che governano il cosmo. Se così fosse non sarebbe un evento strano che altre civiltà ci hanno già visitato e saggiamente non hanno accelerato il nostro progresso scientifico, lasciandoci evolvere lentamente nel tempo. Civiltà aliene. Tanto progredite da non interferire con la nostra storia. E’ presuntuoso affermare che tali culture esistano, nella stessa misura è arrogante affermare, senza tema di smentita, che esse sono un parto della fantasia. I cosiddetti UFO, se esistessero significherebbe che nel cosmo vi è la vita. In qualche parte dell’universo vi sarebbero civiltà aliene. E questa sarebbe una grandissima scoperta” (M. Hack)

I Socialisti dallo spazio cosmico
Viaggeremo in pianeti a milioni di anni-luce di distanza, nell’ambito di una società socialista.” (Posadas)
I Posadisti credono negli incontri ravvicinati. Essi infatti sono la prova di civiltà socialiste superiori provenientei dal futuro della terra formate teoricamente da Marx a Trotsky e sono un’estensione logica del materialismo dialettico marxista.
Trotsky ha avuto una visione settaria, Posadas ha superato il limite del marxismo conosciuto. Se Trotsky ha rifiutato solo la via “al socialismo in un paese solo”, Posadas ha rifiutato il socialismo su un pianeta solo.
I lettori più conservatori non metteranno in dubbio lo stato di cose presenti, e gli umani più arroganti emetteranno la sentenza: “non esistono altre forme di vita nello spazio”. Ma la storia assolverà Juan Posadas e la IV Internazionale Posadista? I più scettici diranno: “perchè gli UFO ci visitano e non rimangono?”, ma il “caro maestro” Posadas rispose anche a questo “Il capitalismo non interessa ai piloti di UFO, ecco perché non ritornano“. Gli Ufo mostreranno maggior interesse “al momento del crollo della borghesia”. I fan di Star Trek riconosceranno la somiglianza con il film ‘Primo Contatto’, in cui i Vulcaniani che passano vicino alla Terra mostrano interesse verso gli esseri umani soltanto dopo che hanno sviluppato la tecnologia warp.
Certo, i problemi della questione sono chiari a tutti, ma Posadas diceva che “per avere la soluzione di questi problemi è necessario studiare attentamente le risposte a questi misteri che si troveranno nello studio del marxismo”.
L’appello di Posasas ai compagni extraterrestri terminava così: “dobbiamo invitare gli esseri di altri pianeti ad intervenire, per collaborare con gli abitanti della terra per superare la miseria. Dobbiamo lanciare loro un appello ad usare le loro risorse per aiutarci.”

La guerra nucleare
“La resa dei conti finale del socialismo con il sistema capitalista.” (Posadas)
I Posadisti pensano che “la guerra atomica è inevitabile. Distruggerà metà dell’umanità: distruggerà immense risorse umane. È molto probabile. La guerra atomica provocherà l’inferno sulla Terra. Ma non bloccherà il comunismo.” Un male necessario perchè “la guerra nucleare danneggerà l’umanità ma non distruggerà il livello di coscienza raggiunto da essa. L’umanità supererà rapidamente la guerra nucleare con una nuova società umana: il socialismo.”
Secondo questo ragionamento la guerra atomica è dunque “l’occasione suprema per le forze mondiali della rivoluzione” per passare dall’organizzazione tribale al socialismo. Abbattere il sistema capitalista che è nel caos totale.

Dopo che la distruzione comincerà, le masse insorgeranno in tutti i paesi, in poco tempo, in alcune ore.” (Posadas)

I compagni devono essere preparati per “il pantano atomico che l’umanità dovrà superare per poter costruire il socialismo.”, devono essere pronti per la rivoluzione. Per questo i podadisti all’VIII congresso mondiale hanno avuto una “scuola per quadri” con un programma di studi che comprendeva “l’analisi della guerra atomica, delle sue conseguenze e i compiti nel dopoguerra atomico”.

TITOLO ORIGINALE:”Posadas ha superato il limite del marxismo conosciuto”

FONTE E ARTICOLO COMPLETO:http://patriadelribelle.blogspot.it/2011/12/posadas-ha-superato-il-limite-del.html