Pubblicato in: Biosfera, Bolscevismo esoterico, Comunismo esoterico, Cosmismo, Cristianesimo ortodosso, Cyber-Spazio, Esoterismo, Filosofia, Geosfera, Gnosi, Gnosi cristiana ortodossa, Gnosticismo, Immoralità, Internet, Ipotesi Gaia, James Lovelock e Lynn Margulis, Jurij Alekseevič Gagarin, Jurij Gagarin, Morte, Neognosticismo, Nikolai Fedorovic Fedorov, Nikolaj Fëdorovič Fëdorov, Noosfera, Pierre Teilhard de Chardin, Punto Omega, Resurrezione, Resurrezione degli Antenati, Ricerca dell'immortalità, Senza categoria, Terra, URSS, Vladimir Ivanovič Vernadskij, Vladimir Vernadsky

IL COSMISMO E IL CONCETTO DI “NOOSFERA” ELABORATO DA VLADIMIR IVANOVIC VERNADSKY

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Il cosmismo è una corrente filosofica sviluppata nell’unione sovietica sulle teoria di Nikolai Fedorovic Fedorov, i cosmisti erano una setta minoritaria derivata dalla gnosi cristiana ortodossa.
Secondo Federov, la morte è il male assoluto da abbattere, alla morte antepone la resurrezione che deve essere compiuta dall’uomo nuovo figlio del progresso (il proletariato nella visione sovietica) mediante mezzi scientifici, tramite i quali si avrà il dominio della natura, l’immortalità, la resurrezione degli antenati e la colonizzazione dell’universo.
Il concetto della resurrezione, con molta probabilità, influenzò molto l’applicazione della pratica dell’imbalsamazione che avrebbe dovuto tenere i corpi in condizione di risorgere, lo stello Lenin, venne imbalsamato e applicato a un macchinario in modo da non far decomporre il corpo.
Sembra tutto così paradossale, i sovietici, atei e razionalisti, che si danno allo gnosticismo e all’esoterismo, invece grazie a questa visione scientifica e razionalista della gnosi cosmista, che teorizzava la materia come metafisica del corpo e non dell’anima, il cosmismo fu molto in armonia con la visione materialista e atea del socialismo.
Secondo le teorie di Federov, l’uomo avrebbe dovuto praticare dei viaggi nel cosmo in modo tale da trovare dei mondi dove esprimere il sogno socialista dell’egualitarismo.
Jurij Alekseevič Gagarin, il primo uomo andato nello spazio, disse queste parole quando uscì dall’atmosfera: “sono in cielo e non vedo nessun dio, ringrazio il cosmismo e Federov se oggi sono qui”.
Oggi esiste ancora una società cosmista, sebbene il regime sovietico sia caduto, gestita dalla cugina di Gagarin.

Un concetto fondamentale del cosmismo è quello della noosfera:

Il termine noosfera indica la “sfera del pensiero umano” e deriva dall’unione della parola greca νους (“nous”), che significa mente, e della parola sfera, in analogia con i termini “atmosfera” e “biosfera”.

Nella teoria originale di Vladimir Vernadsky, la noosfera è la terza fase dello sviluppo della Terra, successiva alla geosfera (materia inanimata) e alla biosfera (vita biologica). Così come la nascita della vita ha trasformato in maniera significativa la geosfera, così la nascita della conoscenza ha trasformato radicalmente la biosfera. A differenza di quanto affermato dai teorici dell’ipotesi Gaia (elaborata nel 1979 da James Lovelock e Lynn Margulis) o dagli studiosi del cyberspazio, la noosfera, secondo Vernadsky, emerge nel momento in cui l’umanità, attraverso la capacità di realizzare reazioni nucleari, in grado di trasformare gli elementi chimici.

Per Pierre Teilhard de Chardin, la noosfera è una specie di “coscienza collettiva” degli esseri umani che scaturisce dall’interazione fra le menti umane. La noosfera si è sviluppata con l’organizzazione e l’interazione degli esseri umani a mano a mano che essi hanno popolato la Terra. Più l’umanità si organizza in forma di reti sociali complesse, più la noosfera acquisisce consapevolezza. Questa è un’estensione della Legge di Complessità e Coscienza di Teilhard, legge che descrive la natura dell’evoluzione dell’universo. Pierre Teilhard de Chardin sostenne, inoltre, che la noosfera sta espandendosi verso una crescente integrazione e unificazione che culminerà in quello che egli definisce Punto Omega, che costituisce il fine della storia.

Alcuni studiosi hanno visto Internet come un processo che sta realizzando la noosfera e per questo Teilhard de Chardin viene a volte considerato il santo patrono di Internet.

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IL COSMISMO RUSSO E LA SCIENZA DELL’IMMORTALITÀ

Di Raffaele Panico

Il movimento Cosmista in Russia ha avuto la sua massima espressione dal 1933 al ‘38. Ma cosa è stato il Cosmismo? Partiamo dal romanzo di Aleksej Tolstoj, Aelita la regina di Marte, da cui è tratto l’omonimo film del 1924 con la regia di Jakov Protazanov; è il primo film di fantascienza dell’Unione Sovietica. Aveva avuto un enorme successo di pubblico, un colossal, ed è particolare perché venne finanziato dalla “Lega dei senza Dio militanti”. È il manifesto ufficiale di un curioso movimento che si afferma proprio in quegli anni, il Cosmismo russo. E’ l’ideologia di una setta minoritaria, ma solo apparentemente marginale, che ha origine nella gnosi ortodossa della fine del secolo XIX. Nasce con Georgy Fedorov, un filosofo della religione che diventa poi dirigente bolscevico, ed è ancora oggi diffusa in diversi ambienti della scienza russa, tanto che a Mosca è ancora presente, quindi sopravvissuta al regime sovietico, una Società Cosmista.
Fedorov affermava che la morte è il male assoluto e la risurrezione avviene non per intervento divino, ma grazie all’Uomo nuovo, proletario con la successiva rivoluzione d’Ottobre. È qui chiara la connessione anche con l’ultima fase del comunismo, la liberazione totale dell’uomo come fine ultimo del socialismo. Le scienze diventano espressione sostitutiva della spiritualità del sacro. Il cosmismo, dunque, in sintonia con il materialismo comunista, teorizza la metafisica del corpo, non più dell’anima.
Addirittura, l’utopia di Fedorov arriva al punto di immaginare viaggi interspaziali nel cosmo, da cui il termine cosmismo, per trovare mondi che possano accogliere tutti i corpi dei nostri antenati che tornano a rivivere, e danno vita, ad un universo socialista finalmente ugualitario, felice ed immortale. Mezzi scientifici sovietici grazie ai quali verrà acquisito il potere assoluto dell’Uomo nuovo sulla Natura che potrà consentire anche l’opera di resurrezione degli antenati, l’antico sogno dell’immortalità e infine la colonizzazione del Cosmo. Yuri Gagarin il primo uomo nello spazio fuori dalla Terra, il primo cosmonauta che anticipò l’astronauta americano, appena giunto in orbita, pronuncia alcune parole poi comprese alla luce delle idee del movimento Cosmista: “sono in cielo ma non vedo nessun Dio ringrazio Fedorov e il Cosmismo se oggi sono qui”. Queste le prime parole del cosmonauta sovietico prima di mandare i saluti e i baci ai dirigenti del Partito comunista e ai suoi familiari. Il messaggio non venne capito ad Ovest oltre Cortina, e dalla maggioranza dei cittadini del mondo intero, era una sorta di codice cifrato per gli scienziati che contribuirono al successo della missione spaziale sovietica. Fedorov era un pensatore amico di Toltstoy e di Gorky, anche costoro cosmisti. Il loro era un progetto metafisico, laico e materialistico: ridare vita ai morti, a tutti i morti, anche agli antenati, genitori, progenitori e vincere la morte col tempo della ricerca della Scienza sovietica, ringraziare i progenitori del fatto di esserci, noi qui, esistere e convivere insieme i loro corpi ed i nostri, vinta la morte, il principale nemico da abbattere “nemico laico” dello sviluppo umano.
Andrej Platonov (1859 – 1951) era un cosmista più impegnato nel sociale, in quello che poteva fare la scienza per l’Uomo nuovo comunista. La sua era una fede incrollabile nella tecnologia. Aveva studiato un metodo per far saltare e radere fino al livello del mare o poco più le montagne del Pamir, calcolando “esattamente” la quantità di dinamite necessaria, per aprire così la “via” ai venti caldi del Sud che avrebbero reso fertile il gelido suolo della tundra siberiana. Interessante è il dialogo tratto da un suo romanzo “Kotlovan:
– Phrushevsky!”: “I successi più alti della scienza renderanno capace questa di far risorgere i corpi decomposti degli uomini?” – No risponde Phrushevsky. – Stai mentendo – obbiettò Zachev – il marxismo può fare tutto. Perché credi che Lenin giaccia a Mosca perfettamente intatto? Attende la scienza, vuole risorgere dai morti.
Andrej Platonov in questo passo lascia emergere tutta l’influenza del credo leninista: “La dottrina di Marx è onnipotente perché è vera”. Ma questa è in realtà solo una vernice “indorata” sopra antiche tradizioni religiose ed esoteriche russo ed ortodosse. Lo sviluppo per noi europei occidentali di una cieca fiducia dei russi nella scienza, nel materialismo e nell’onnipotenza umana è intimamente connessa ai legami profondi con la sfera occulta e magica che aveva messo profonde radici già nell’ultima epoca zarista. Rasputin influiva enormemente sulle vicende di corte e dello Stato zarista. Rasputin solo per citare il maggiore tra i numerosi occultisti, fenomeni irrazionali ma molto estesi e profondi e che è in quel contesto culturale finiranno per influenzare anche le personalità del partito bolscevico che entrano in contatto con la cultura occultista, che si riverserà nella componente più rilevante che è quella dei Costruttori di dio – “Bogostroitely”.
Il movimento Cosmista diventa minoritario sotto Stalin e con Laurenti Beria, per quasi trent’anni, ma è proprio con la missione di Gagarin il 12 aprile 1961che sembra l’idea si realizzi con la storica impresa nel Cosmo. La stessa imbalsamazione dei grandi capi del comunismo, che inizia con Lenin, il suo Mausoleo nei pressi dalla Piazza Rossa a Mosca, e poi di Stalin, che verrà da lì rimosso da Krusciov, riprende le idee dei Cosmisti; come anche la necropoli pensata da Nikolai Setnitsky (1888 – 1937), da realizzare a rivoluzione mondiale avvenuta, vista appunto come necropoli mondiale – “mirovoi nekropol”, da posizionare nelle regioni congelate dell’estremo nord dell’Urss, che doveva servire per l’immortalità di tutto il popolo dei Soviet, un estremo sviluppo della tecnica di imbalsamazione dei leader comunisti dopo la loro morte, come la salma di Lenin la sola ancora custodita nel celebre Mausoleo della Piazza Rossa a Mosca.
Il superamento della morte sarà una delle costanti del comunismo magico, cioè l’idea che l’uomo in quanto unico dio possa anche diventare proprio come un vero Dio immortale. Fedorov questo lo ha teorizzato in modo molto serio e importante, sostenendo che l’immortalità umana sarebbe arrivata nel momento in cui tutti gli esseri si fossero uniti in una società di tipo comunista perseguendo un loro scopo comune: il superamento della morte. Una sola persona fuori da questo movimento unico della società di eguali e il superamento della morte non sarebbe stata possibile. La cosa interessante è che questo superamento della morte non va solo verso il futuro, ma va anche verso il passato, ovvero i progenitori come su detto.

FONTE E ARTICOLO COMPLETO:http://www.rinascita.net/

VISTO SU http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=27966

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I RAPPORTI DEL COMUNISMO SOVIETICO CON L’ESOTERISMO E IL MONDO DELL’OCCULTO

Del bolscevismo esoterico avevamo già parlato qualche tempo fa, nell’articolo dedicato al cosmismo e al culto di Lenin.
Oggi vi propongo l’estratto di un vecchio approfondimento tratto dal Corriere della Sera del 27 maggio 1995, a opera di Cesare Medail. Il giornalista recensisce l’interessante saggio Stregoni con falce e martello, dell’ottimo Giorgio Galli. Quel che ne viene fuori è un comunismo magico e misterico che ha ben poco da invidiare agli scenari dieselpunk di cui mi occupo io.
Si parla di presunti poteri telepatici del cervello imbalsamato di Lenin, di vampiri comunisti su una futura colonia marziana, di simboli magici di potere utilizzati dai bolscevichi negli anni ’20.
Buona lettura.
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Giorgio Galli sostiene che politica ed esoterismo furono intrecciati dal tempo dei profeti d’Israele fino a quello delle corti e dei maghi rinascimentali; fu la rivoluzione scientifica del ‘600 a separarli ma il rapporto si manifesta ancora, periodicamente, in due atteggiamenti: quello dell’uomo di potere che si affida a pratiche di varia magia e quello di chi è solo attratto dalla cultura esoterica. Alla prima categoria (si vedano i rituali magici praticati dalle SS) appartiene il “nazismo magico”, alla seconda quello che Galli definisce “bolscevismo magico”.
Dopo aver combinato con il consueto, puntiglioso rigore un mosaico di indizi e coincidenze raccolti su libri, riviste e studi più disparati, Galli parla di “incontro tra la vulgata marxista mediata da Lenin con filoni autoctoni dell’esoterismo russo, dall’ inizio del secolo sino ai primi anni dopo la Rivoluzione”, incontro del quale si ritrovano segnali lungo i 70 anni di potere sovietico e che può far luce sui lati oscuri del postcomunismo. Fin dalla Russia zarista varie correnti mistico esoteriche avrebbero influenzato la formazione di alcuni intellettuali bolscevichi. Fra questi, per esempio, Aleksandr Bogdanov, anello di congiunzione fra “cosmismo” russo e bolscevismo.
Galli cita in proposito un saggio di Aleksandr Dughin, teorico del Fronte di Salvezza Nazionale dove convergono, in opposizione a Eltsin, comunisti e nazionalisti. Bogdanov predicava un comunismo utopico, la cui tesi centrale era la vittoria sociale sulla morte grazie alla nuova scienza proletaria; e nel romanzo “Stella Rossa” descriveva la realizzazione del comunismo su Marte, i cui abitanti vivevano in eterno scambiandosi continuamente il sangue: pratica vampiristica che Bogdanov tentò d’attuare all’Istituto per la trasfusione da lui diretto fino al ’27, quando morì proprio per abuso di trasfusioni.
Al filone dell’ eternità in laboratorio apparterrebbe anche la vicenda del cervello di Lenin, conservato nella speranza di reimpiantarlo un giorno nel cranio del padrone con un rituale alla Frankenstein nel mausoleo (la cui forma a piramide tozza richiamerebbe i segreti della magia egizia). Aggiungiamo che il settimanale russo “Argomenti e fatti” nell’ultimo numero sostiene che una visita alla celebre mummia equivale a una scarica elettrica di 700 roengten. Né servirebbe, per esorcizzare il maleficio, seppellire la mummia. Soltanto bruciandola, sembra, il Paese si libererebbe del cattivo influsso.
Galli non prende per oro colato le connessioni di Dughin, ma constata come l’idea “magica” del dominio assoluto sulla natura, sulla vita e sulla morte, avesse fatto presa sugli ambienti sovietici influenzati dal cosmismo. L’esempio più celebre è Ziolkovskij, padre della cosmonautica, le cui idee permearono gli ambienti spaziali al punto che Jurij Gagarin mandò dalla navicella un saluto a Nikolay Roerich, occultista russo rifugiato nell’Himalaya, teosofo e cosmista, le cui opere erano proibite.

Il saluto fece scandalo, ma non era un’iniziativa personale: rifletteva il pathos di quei circoli convinti della missione mistica, escatologica di Gagarin. Tra l’altro, il figlio di quel Roerich teosofo, Sviatoslav, sarebbe apparso più tardi alla Tv con Gorbaciov presentandosi come erede degli ideali cosmisti. La riabilitazione ufficiale di Roerich era comunque avvenuta negli anni ’70 sotto Breznev, che amava circondarsi da veggenti e guaritori.

Non solo, sempre in quegli anni l’organo del comitato centrale del PCUS Ogonet pubblicava testi roerichiani come quello di Sidorov che parlava addirittura di Mahatma inviati dalla teosofica Shambala a Mosca negli anni Venti per trasmettere ai bolscevichi i simboli magici della loro sapienza. Lo stesso Stalin, infine, avendo frequentato Gurdijeff nel seminario di Aleksandropol, avrebbe maturato un interesse per l’occulto che spiegherebbe la sua particolare relazione con Bulgakov che dell’ esoterismo era cultore.
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