Pubblicato in: Aleksej Tolstoj, Andrej Platonov, Cosmismo, Georgy Fedorov, Jurij Gagarin, Marxismo, Ricerca dell'immortalità, Senza categoria, URSS

IL COSMISMO RUSSO E LA SCIENZA DELL’IMMORTALITÀ

Di Raffaele Panico

Il movimento Cosmista in Russia ha avuto la sua massima espressione dal 1933 al ‘38. Ma cosa è stato il Cosmismo? Partiamo dal romanzo di Aleksej Tolstoj, Aelita la regina di Marte, da cui è tratto l’omonimo film del 1924 con la regia di Jakov Protazanov; è il primo film di fantascienza dell’Unione Sovietica. Aveva avuto un enorme successo di pubblico, un colossal, ed è particolare perché venne finanziato dalla “Lega dei senza Dio militanti”. È il manifesto ufficiale di un curioso movimento che si afferma proprio in quegli anni, il Cosmismo russo. E’ l’ideologia di una setta minoritaria, ma solo apparentemente marginale, che ha origine nella gnosi ortodossa della fine del secolo XIX. Nasce con Georgy Fedorov, un filosofo della religione che diventa poi dirigente bolscevico, ed è ancora oggi diffusa in diversi ambienti della scienza russa, tanto che a Mosca è ancora presente, quindi sopravvissuta al regime sovietico, una Società Cosmista.
Fedorov affermava che la morte è il male assoluto e la risurrezione avviene non per intervento divino, ma grazie all’Uomo nuovo, proletario con la successiva rivoluzione d’Ottobre. È qui chiara la connessione anche con l’ultima fase del comunismo, la liberazione totale dell’uomo come fine ultimo del socialismo. Le scienze diventano espressione sostitutiva della spiritualità del sacro. Il cosmismo, dunque, in sintonia con il materialismo comunista, teorizza la metafisica del corpo, non più dell’anima.
Addirittura, l’utopia di Fedorov arriva al punto di immaginare viaggi interspaziali nel cosmo, da cui il termine cosmismo, per trovare mondi che possano accogliere tutti i corpi dei nostri antenati che tornano a rivivere, e danno vita, ad un universo socialista finalmente ugualitario, felice ed immortale. Mezzi scientifici sovietici grazie ai quali verrà acquisito il potere assoluto dell’Uomo nuovo sulla Natura che potrà consentire anche l’opera di resurrezione degli antenati, l’antico sogno dell’immortalità e infine la colonizzazione del Cosmo. Yuri Gagarin il primo uomo nello spazio fuori dalla Terra, il primo cosmonauta che anticipò l’astronauta americano, appena giunto in orbita, pronuncia alcune parole poi comprese alla luce delle idee del movimento Cosmista: “sono in cielo ma non vedo nessun Dio ringrazio Fedorov e il Cosmismo se oggi sono qui”. Queste le prime parole del cosmonauta sovietico prima di mandare i saluti e i baci ai dirigenti del Partito comunista e ai suoi familiari. Il messaggio non venne capito ad Ovest oltre Cortina, e dalla maggioranza dei cittadini del mondo intero, era una sorta di codice cifrato per gli scienziati che contribuirono al successo della missione spaziale sovietica. Fedorov era un pensatore amico di Toltstoy e di Gorky, anche costoro cosmisti. Il loro era un progetto metafisico, laico e materialistico: ridare vita ai morti, a tutti i morti, anche agli antenati, genitori, progenitori e vincere la morte col tempo della ricerca della Scienza sovietica, ringraziare i progenitori del fatto di esserci, noi qui, esistere e convivere insieme i loro corpi ed i nostri, vinta la morte, il principale nemico da abbattere “nemico laico” dello sviluppo umano.
Andrej Platonov (1859 – 1951) era un cosmista più impegnato nel sociale, in quello che poteva fare la scienza per l’Uomo nuovo comunista. La sua era una fede incrollabile nella tecnologia. Aveva studiato un metodo per far saltare e radere fino al livello del mare o poco più le montagne del Pamir, calcolando “esattamente” la quantità di dinamite necessaria, per aprire così la “via” ai venti caldi del Sud che avrebbero reso fertile il gelido suolo della tundra siberiana. Interessante è il dialogo tratto da un suo romanzo “Kotlovan:
– Phrushevsky!”: “I successi più alti della scienza renderanno capace questa di far risorgere i corpi decomposti degli uomini?” – No risponde Phrushevsky. – Stai mentendo – obbiettò Zachev – il marxismo può fare tutto. Perché credi che Lenin giaccia a Mosca perfettamente intatto? Attende la scienza, vuole risorgere dai morti.
Andrej Platonov in questo passo lascia emergere tutta l’influenza del credo leninista: “La dottrina di Marx è onnipotente perché è vera”. Ma questa è in realtà solo una vernice “indorata” sopra antiche tradizioni religiose ed esoteriche russo ed ortodosse. Lo sviluppo per noi europei occidentali di una cieca fiducia dei russi nella scienza, nel materialismo e nell’onnipotenza umana è intimamente connessa ai legami profondi con la sfera occulta e magica che aveva messo profonde radici già nell’ultima epoca zarista. Rasputin influiva enormemente sulle vicende di corte e dello Stato zarista. Rasputin solo per citare il maggiore tra i numerosi occultisti, fenomeni irrazionali ma molto estesi e profondi e che è in quel contesto culturale finiranno per influenzare anche le personalità del partito bolscevico che entrano in contatto con la cultura occultista, che si riverserà nella componente più rilevante che è quella dei Costruttori di dio – “Bogostroitely”.
Il movimento Cosmista diventa minoritario sotto Stalin e con Laurenti Beria, per quasi trent’anni, ma è proprio con la missione di Gagarin il 12 aprile 1961che sembra l’idea si realizzi con la storica impresa nel Cosmo. La stessa imbalsamazione dei grandi capi del comunismo, che inizia con Lenin, il suo Mausoleo nei pressi dalla Piazza Rossa a Mosca, e poi di Stalin, che verrà da lì rimosso da Krusciov, riprende le idee dei Cosmisti; come anche la necropoli pensata da Nikolai Setnitsky (1888 – 1937), da realizzare a rivoluzione mondiale avvenuta, vista appunto come necropoli mondiale – “mirovoi nekropol”, da posizionare nelle regioni congelate dell’estremo nord dell’Urss, che doveva servire per l’immortalità di tutto il popolo dei Soviet, un estremo sviluppo della tecnica di imbalsamazione dei leader comunisti dopo la loro morte, come la salma di Lenin la sola ancora custodita nel celebre Mausoleo della Piazza Rossa a Mosca.
Il superamento della morte sarà una delle costanti del comunismo magico, cioè l’idea che l’uomo in quanto unico dio possa anche diventare proprio come un vero Dio immortale. Fedorov questo lo ha teorizzato in modo molto serio e importante, sostenendo che l’immortalità umana sarebbe arrivata nel momento in cui tutti gli esseri si fossero uniti in una società di tipo comunista perseguendo un loro scopo comune: il superamento della morte. Una sola persona fuori da questo movimento unico della società di eguali e il superamento della morte non sarebbe stata possibile. La cosa interessante è che questo superamento della morte non va solo verso il futuro, ma va anche verso il passato, ovvero i progenitori come su detto.

FONTE E ARTICOLO COMPLETO:http://www.rinascita.net/

VISTO SU http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=27966

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